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Testo di Marte ZANETTE

Foto di Gianni D'AFFARA

 
Nota: cliccate sulle immagini bordate in giallo per ingrandirle
 

Chi non ha mai sognato di tenere fra le mani un Winchester a leva?

Molti dei miei felici ricordi di ragazzo sono delle interminabili cavalcate con la sfrenata fantasia di chi guardava, trasognato, i paesaggi che scorrevano dietro le scene dei film western, gli scontri con i "fuorilegge", imitando le movenze del grande "Duke" in "Ombre Rosse" o in un "Dollaro d'onore", con una inseparabile carabinetta ad aria "Diana", che avevo elevato a rango di "Winchester", costruendo, con la caparbietà di ragazzo, un accrocco sul ponticello del grilletto per simulare l'azione della leva.

"Winchester", una parola che è l'essenza stessa della leggenda americana.

In questo articolo ci occuperemo della bellissima riproduzione del fucile Winchester mod. 1892, versione "Take Down" (cioè smontabile) con canna ottagonale da 24", certamente il modello più bello ed affascinante di tutta la produzione Winchester.

che fascino!  

La bella riproduzione del Winchester mod. 92 "Take Down" della "Armi Sport", assieme ad un fodero da trasporto artigianale, opera dello scrivente, sullo stile dei trapper e degli indiani delle pianure.

L'arma è prodotta dalla fabbrica d'armi "Armi Sport" di Chiappa Silvia & C, di Azzano Mella (BS), che da molti anni realizza eccellenti riproduzioni di armi lunghe ad avancarica e retrocarica legate all'epopea del West. Armi che l'azienda esporta quasi esclusivamente negli Stati Uniti, dove sono commercializzate con la collaborazione e il marchio "Taylor & Co. Inc.", uno dei maggiori sponsor del CowBoy Action Shooting, circuito di centinaia di gare ideate dalla Single Action Shooting Society, che conta più di 70.000 iscritti.

La bellezza, la fedeltà ma soprattutto la precisione e la robustezza delle riproduzioni nel catalogo della Armi Sport (i fucili Spencer, gli Sharps, i Kentuky, ecc.), è tale che in pochi anni l'azienda di Azzano Mella (BS) ha esportato negli soli States oltre 80.000 pezzi.

 
Un po' di storia legata al Winchester
 

Tutto ebbe inizio quando Walter Hunt brevettò un particolare proiettile, il "Rocket Ball", ed assieme a Jennings Lewis, nel 1849, realizzò un suo bizzarro fucile denominato "volitional repeater" (ripetitore a volontà).

Da questo iniziale progetto l'ingegno di armaioli ha permesso l'ideazione meccanica di armi che hanno fatto, nel bene e nel male, la storia del West (e degli Stati Uniti): Smith&Wesson, Volcanic, l'Henry, per finire con il Winchester.

Chi avrebbe mai immaginato quanta strada avrebbe fatto nel campo delle armi l'allora piccolo industriale che fabbricava camice: Oliver F. Winchester e che risiedeva a New Haven. Il suo fiuto per gli affari e l'incontro, quando era a capo della New Haven Arms Company, con l'armaiolo inventore B. Tyler Henry, e successivamente con John Moses Browning, quando la ditta aveva già assunto la sua denominazione ufficiale di "Wincheseter Repeating Arms Co." hanno permesso la nascita e la vita all'intramontabile mito della Winchester.

Tutto prende il via nel decennio 1850-1860, per soddisfare la generale richiesta di armi che fossero in grado di sparare con una elevata capacità di tiro e procedette su due strade parallele: una culmina con la realizzazione nel 1860 del fucile Spencer nella sua forma più perfezionata, che ebbe comunque vita breve. Era fornito di un magazzino tubolare posto sul calcio. L'otturatore era schematizzabile su un settore circolare, in grado di ruotare avanti e indietro, manovrato da una leva che costituiva il prolungamento del ponticello del grilletto. Ebbe come già detto vita breve in quanto non poteva utilizzare che munizioni di limitata lunghezza e di scarsa potenza.

L'altra strada intrapresa è segnata dalla realizzazione del fucile Henry. Basato sulla meccanica del sistema Volcanic, brevetto che apparteneva dal 1854 a H. Smith e D.B. Wesson che avevano realizzato una ingombrante pistola a ripetizione, prodotta inizialmente sotto il marchio "Smith & Wesson" (precedente alla fondazione della omonima grande casa di Springfield) e poi sotto il marchio Volcanic, dal 1854 al 1860. La produzione della Volcanic era stata affidata ad una impresa fondata per lo scopo e denominata appunto Volcanic Arms Company, con sede e stabilimento e New Haven, Connecticut.

Difficoltà finanziarie portarono la cessione totale dell'azienda nel 1857 ad uno dei soci, per l'appunto a Oliver Fisher Winchester, che nel 1866 ne cambiò la denominazione in "Winchester Repeating Arms Company".

La chiara esigenza di sviluppare un'arma che in pieno rispondesse alle richieste di mercato, ciò di un pratico fucile a ripetizione e l'evidente validità del sistema Volcanic indussero a studiarne una forma evoluta e perfezionata. Gli studi culminarono appunto con la realizzazione del fucile Henry, merito indiscusso che va riconosciuto a B. Tyler Henry, che era stato fin dall'inizio addetto alla supervisione della produzione delle armi basate sul sistema Volcanic, cioè a leva.

Sotto la generica denominazione di meccanismo a ripetizione a leva si raggruppano tutti quei sistemi nei quali la sequenza delle operazioni di apertura e chiusura dell'otturatore nonché di espulsione del bossolo spento, prelevamento della nuova cartuccia dal serbatoio o magazzino e della successiva introduzione della stessa in camera di cartuccia, viene effettuata agendo su una leva che, nella totalità delle realizzazioni pratiche, costituisce anche il prolungamento del ponticello del grilletto.

La chiusura del sistema Henry, è basata sull'impiego di un arco a tre cerniere e, precisamente, sulla nota caratteristica fisica di esso, di costituire, allorché le tre cerniere sono allineate, un solido che può essere caricato di punta.

Il sistema fu un seguito sfruttato, con il procedere dello sviluppo delle armi automatiche, da molte famiglie di armi, tra le quali ricordiamo per importanza storica Borchardt - Luger e la famiglia delle mitragliatrici Maxim.

I fucili basati sul sistema Henry furono prodotti ininterrottamente dal 1860 al 1919. Il modello originale, raggiunta la sua forma e meccanica migliore nel 1862, fu prodotto senza modifiche di rilievo fino al 1866, anno in cui apparve sul mercato, migliorato da uno sportellino laterale, con chiusura a molla (ideato da N. King), per il caricamento delle cartucce nel serbatoio tubolare, ricevendo la denominazione ufficiale di "Winchester modello 1866", ma conosciuto da tutti con il suo nomignolo "Yellow Boy - ragazzo giallo", come lo soprannominarono subito per la sua brillante cartella di culatta in ottone.

disegno 73
(Disegno in sezione della meccanica del sistema Henry, applicata al Winchester mod. 1873. L'allineamento dei tre punti A - B e C determinava la chiusura, secondo il noto principio dell'arco a tre cerniere, che, quando allineate, formano un solido che può essere caricato di punta).

La versione originale del fucile Henry è il successivo mod. 1866 erano però costruiti per l'impiego di cartucce a percussione anulare. La rivoluzione del sistema arriva con il mod. 1873, destinato con la sua versione cal. 44 W.C.F. (Winchester Center Fire) e denominata anche 44/40, a restare in produzione fino al 1919. Rappresenta la naturale evoluzione tecnica del mod. 1866, relativamente al sistema di percussione e una indubbia struttura d'insieme più robusta, proporzionata alle cartucce più potenti impiegate.

Il successivo mod. 1876 non è che un derivato del mod. 1873 in grado però di impiegare cartucce più lunghe e potenti, caratterizzato quindi da una maggiore robustezza e da un meccanismo di ripetizione più lungo.

La richiesta di munizioni sempre più potenti all'inizio del decennio 1880-1890 mostrò comunque i limiti del sistema Henry e la conseguente necessità di sviluppare sistemi di chiusura che fossero in grado di impiegate le nuove e più potenti munizioni, mantenendo comunque la semplicità e la praticità d'uso che caratterizzava i modelli basati sul sistema Henry.

La svolta si ebbe con la collaborazione tra Winchester e i fratelli Browning (John M. Browning e Matthew S. Browning) che nel 1884 risolsero il problema della chiusura in maniera diversa dal sistema Henry.

Il sistema Browning prevede che un robusto otturatore prismatico scorra all'interno della culatta, compiendo le usuali operazioni di estrazione ed introduzione nella camera di scoppio della cartuccia, presentata in posizione da un opportuno meccanismo di sollevamento. Il movimento di scorrimento viene controllato dall'estremità anteriore della leva di comando, sempre formata dal prolungamento del ponticello del grilletto. La chiusura è determinata da un robusto chiavistello a scorrimento verticale, che scorre in due solchi ricavati nel vivo delle pareti laterali della scatola di culatta; spinto verso l'alto ed ivi bloccato dalla leva di comando, blocca a sua volta solidamente l'otturatore, contrastandone il moto retrogrado che gli viene impresso dalla pressione dei gas prodotti dalla carica al momento dello sparo, trasmessa attraverso il fondello del bossolo.

disegno 92
(disegno dell'azione, aperta e chiusa, del sistema Browning nel Winchester mod. 1892. A differenza del sistema Henry, la chiusura è determinata da un robusto chiavistello, solidale alla leva di comando, che blocca l'otturatore)

Dalla collaborazione soprattutto tra il grande J. M. Browning e la "Winchester" nacquero gli intramontabili Winchester mod. 1886, 1892 (copia meccanica del mod. 1886 ma in scala ridotta per l'uso di munizioni più corte), 1894 e 1895, oltre ad altri progetti per carabine e fucili a pallini a pompa, con otturatore e un fucile a leva a pallini, molti dei quali ancora in produzione.

Ma, bando alle chiacchiere, è ora di esaminare e provare questa bellissima realizzazione, frutto dell'ingegno, della passione e della capacità delle nostre aziende.

il winchester 92
(L'arma degli sceriffi, dei fuorilegge, dei cacciatori e trapper, ma sopratutto dei pionieri)

 
Componenti e meccanica
 

Tutte le parti meccaniche sono ricavate dal pieno, con lavorazioni in macchine a controllo numerico, da pezzi forgiati a in atmosfera controllata e barre d'acciaio C40 (canna, castello di culatta, otturatore e parti meccaniche interne) e acciaio 38 NiCrMo4 per il percussore e la minuteria.

L'uso di macchine a controllo numerico e il sapiente utilizzo dell'elettroerosione su parti che i normali utensili renderebbero difficili da riprodurre con le medesime quote, permettono alti standard qualitativi.

il pezzo forgiato
(il pezzo forgiato, a temperatura controllata, e il castello di culatta ricavato)

Il robusto otturatore prismatico scorre all'interno della culatta ed in asse con la canna, compiendo le usuali operazioni di estrazione ed introduzione nella camera di scoppio della cartuccia, che viene presentata in posizione da un opportuno meccanismo di sollevamento.

l'otturatore in lavorazione

otturatore

l'otturatore in fase di lavorazione e finito, montato sull'arma

Il movimento di scorrimento viene controllato dall'estremità anteriore della leva di comando, formata dal prolungamento del ponticello del grilletto. La chiusura è determinata da un robusto chiavistello, composto da due sezioni, che scorrono in verticale, in appositi solchi ricavati nel vivo delle pareti laterali della scatola di culatta e sullo stesso otturatore; spinti verso l'alto ed ivi bloccati dalla leva di comando, bloccano a loro volta solidamente l'otturatore, contrastandone il moto retrogrado che gli viene impresso dalla pressione dei gas prodotti dalla carica al momento dello sparo, trasmessa attraverso il fondello del bossolo.

sistema di chiusura   Il chiavistello di chiusura dell'otturatore è solidale alla leva di comando. Sull'otturatore arretrato si notano le sedi di alloggiamento del chiavistello che bloccherà saldamento l'otturatore

La bella canna ottagonale da 24" (609 mm), prodotta nello stesso stabilimento di Azzano, è ricavata da barre d'acciaio C40 con il sistema per imbutitura a freddo.

La camera di cartuccia e il vivo di culatta si presentano ben lavorati. La rigatura dell'anima di canna è a sei righe destrorse con un passo di 406 millimetri (1/16") per il cal. 45 L.C. (914 mm. invece il passo di rigatura per il cal. 44/40, mentre per il cal. 32 H&R Mag. il passo ritorna a 406 mm.). La rigatura è ricavata per "ogivatura", con l'ausilio di una moderna e potente macchina. Il diametro di foratura (c.d. calibro balistico) delle canna è di 11,23 millimetri (.442 centesimi di pollice). Il calibro effettivo ai vuoti risulta, dopo il passaggio all'ogivatura, di 11,43 millimetri ( .450 centesimi di pollice) in entrambi i casi con tolleranze di +0,02/0,03 centesimi di millimetro, come previsto dalle severe norme C.I.P..

Curato il vivo di volata, segno dell'attenzione posta nella lavorazione

la volata
(La volata della canna, nella foto senza il serbatoio, con il massiccio mirino).

Il mirino è del tipo "sharps blade" (come insistentemente richiesto dai tiratori americani) e inserito a coda di rondine con possibilità di regolazione in deriva allentando un'apposita vite. Il gruppo, a mio avviso, risulta un po' sovradimensionato.

La tacca di mira, inserita a coda di rondine, anche questa bloccata con una vite, è del tipo classico "carbine rear sigth" (per i più esigenti, in futuro, ci sarà la possibilità di avere anche le altre classiche tacche di mira "Winchester" con relativi mirini), e prevede la possibilità di alzo da 50 a 300 yards.

L'arma di questo servizio è uno dei 20 esemplari prodotti per la casa americana in cal. 45 Colt)

Svitando il lungo serbatoio, agendo su di una apposita leva a baionetta, posizionata all'estremità del serbatoio stesso, è possibile dividere e separare velocemente i due insiemi:

  1. canna-serbatoio - astina;
  2. calciatura - castello di culatta-otturatore.
il 92 aperto  

 

 

 

i due insiemi separati e il particolare della leva di smontaggio posizionata all'estremità del serbatoio

leva smontata

Il "musone" di supporto della canna alla culatta, che si innesta in questa con una vite a baionetta, consente, togliendo il puntalino e l'astina, di agire su tre viti; queste opportunamente avvitate, permettono di recuperare il gioco fra culatta e canna stessa, in caso non ci sia più il corretto bloccaggio fra i due insiemi a causa dell'intenso uso dell'arma.

le due parti separate   particolare dell'attacco a vite a baionetta della canna con il "musone" di supporto alla culatta

Tutte le viti e le minuterie (prodotte sempre dalla stessa azienda) sono temperate, quindi levigate e lucidate alla porcellana e successivamente brunite. Questo, oltre a garantire una lucentezza e una durezza superficiale notevole, permette di evitare, nel caso delle viti, la fastidiosa e poco estetica slabbratura del taglio della vite stessa, cosa non da sottovalutare per gli smanettoni come me che non si ritengono soddisfatti se non smontano un'arma fino all'ultima vite.

La leva di armamento, che presiede a tutti i movimenti dell'otturatore, presenta un'azione dolce e senza alcun intoppo per tutte le azioni di caricamento, espulsione del bossolo spento, elevazione e inserimento di una nuova cartuccia in camera.

la cartuccia sollevata dall'elevatore
(La cartuccia sollevata dall'elevatore, pronta per essere introdotta in camera di cartuccia)

Agevole l'inserimento delle cartucce attraverso lo sportellino, ricavato sul lato destro della cartella di culatta, che presenta spigoli ben curati, con una molla di adeguata elasticità.

la cartuccia mentre viene introdotta   la cartuccia mentre viene introdotta attraverso
lo sportellino "King"

L'arma può contenere nella versione con canna da 24" dodici cartucce. Non si è trovata alcuna difficoltà ad inserire l'ultima cartuccia nel serbatoio.

Di noce i legni del calcio e dell'astina, con belle venature che, sapientemente lucidati ad olio ed uniti alla brillantezza della tartarugatura, rendono l'arma, se possibile, ancora più affascinante.

Winchester e Colt: che coppia!
(La bellissima realizzazione di Chiappa. Si accompagna proprio bene alla S.A. 1873 "Frontier six-shooter" inox di Pietta. Anche questa in cal. .45 Colt)

 
La cartuccia
 

La cartuccia cal. 45 Colt o Long Colt è stata realizzata dalla casa di Hartford nel 1873 per essere destinata al nuovo revolver Colt mod. 1873 S.A. Army, ribattezzato subito "Pacemaker" o "Frontier Six-shooter" o ancora "Equalizer". L'arma e la munizione furono adottate nel 1875 dall'Esercito U.S.A. dove rimase in servizio fino al 1892, quando avvenne la sostituzione con i nuovi revolver dal tamburo ribaltabile lateralmente e dalla munizione .38 Long Colt (con la guerra ispano-americana e l'insurrezione nelle Filippine comunque gli Stati Uniti si accorsero dell'errore di aver pensionato troppo presto la .45 e le truppe impegnate nei combattimenti richiesero in fretta delle armi in calibro 45 LC dato che il .38 Colt si era dimostrato troppo poco efficace).

Originariamente caricata con 2,6 grammi (40 grani; da qui anche l'altra denominazione, in verità poco usata, 45/40 ) di polvere nera FFG ed un proiettile da 16,5 grammi (255 grani) di piombo, che sviluppava all'incirca 250 metri al secondo alla bocca del revolver d'ordinanza con canna da 7,5". Il successivo caricamento con polveri infumi ha permesso di innalzare la velocità a oltre 280 metri al secondo.

Prodotta e ricaricata con proiettili di ogni forma e peso, il migliore, per resa balistica, rimane però il classico proiettile "round nose" di piombo o ramato, con la punta leggermente appiattita, da 255 grani.

Dotata di una precisione intrinseca notevole e di un eccellente potere d'arresto (determinato dalla caratteristica deformazione a forma di fungo "mushrooming"), è stata una delle cartucce più popolari fra gli uomini della frontiera ed è tuttora, dopo oltre 130 anni, una diffusissima cartuccia fra gli appassionati di revolver di grosso calibro. Molti ricaricatori, con rivoltelle di moderna costruzione, sono capaci di ottenere prestazioni balistiche quasi paragonabili al .44 Mag..

Le difficoltà maggiori nella ricarica di una cartuccia come il .45 Colt risiede nel fatto che il bossolo è molto capiente, specie per le polveri infumi moderne. Bisogna quindi trovare delle polveri che abbiano una densità volumetrica ottimale, capaci cioè di sfruttare al massimo il grande volume della camera a polvere del bossolo.

Il bossolo cilindrico, di tipo rimmed, ha una lunghezza massima di 32,64 mm., con collo e testa di 12,18 mm. diametro, mentre il collarino è di 13,00 mm. di diametro. La sede per l'innesco è di tipo boxer (Large Pistol). La lunghezza massima della cartuccia, con il proiettile da 255 grani, è di 40,64 mm. (misure CIP).

La munizione sta vivendo una nuova giovinezza con le gare del circuito western, sia negli States che in altri paesi del mondo.

le armi del West
(Il replica "Winchester" 92 T.D. di Armi Sport-Chiappa e la "Six-shooter" di Pietta con un'eccellente realizzazione di una lama in stile "bowie" delle coltellerie Fox. Strumenti "inseparabili" per qualsiasi pioniere, cacciatore, fuorilegge o sceriffo)

 
Le prove a fuoco
 

Ho provato l'arma sulla distanza di 50 - 100 e 150 metri, con cartucce ricaricate con le stesse polveri e le cariche che normalmente uso nelle mie "Six-shooter", con canna da 4 ¾".

le cartucce   le cartucce preparate per la prova, le palle usate e alcuni bossoli di risulta

Ecco il responso del cronografo (piazzato a 1,50 mt. dalla volata) e i risultati di tiro.

Tipo Palla Peso Tipo Polvere Dose Vel. Ft/sec Vel. m/sec E. Kg./m.

Target Bullet

L RNFP

Dia .452"

Grs.

250

Rex Gialla 6,4 931 283,7 66,45
" " Winch. 231 7,6 1059 322,7 86,11
" " Accurate N.2 7,2 1084 330,4 90,13

NordWest Bullet

LSWC R

Dia .454"

255 Accurate N.2 7,0 1065 324,6 88,60

Le cartucce ricaricate con la polvere Accurate N.2 (la polvere da noi si trova con la denominazione Lovex D032) e inneschi LP Fiocchi si sono rivelate estremamente costanti. Lo scarto fra il valore più alto e quello più basso è stato di soli 9 piedi.

Per le polveri Winchester 231 e Rex Gialla ho usato invece inneschi LP Winchester.

Per tutte le ricariche bossoli RP.

I bossoli di risulta, che presentano un percussione centrata e potente, non hanno evidenziato segni anelastici apprezzabili.

Ecco i valori per le stesse cartucce con il mio revolver S.A.A. 1873 inox di "Pietta", con canna da 4 ¾"

Tipo Palla Peso Tipo Polvere Dose Vel. Ft/sec Vel. m/sec E. Kg./m.

Target Bullet

L RNFP

Dia .452"

Grs.

250

Rex Gialla 6,4 752 229,2 43,37
" " Winch. 231 7,6 812 247,4 50,57
" " Accurate N.2 7,2 866 263,9 57,52

NordWest Bullet

LSWC R

Dia .454"

255 Accurate N.2 7,0 843 256,9 55,50
rosata a 50 metri Rosata di 10 colpi ottenuta a 50 metri su bersaglio internazionale di pistola libera.
rosata a 100 metri Rosata di 10 colpi ottenuta a 100 metri.
rosata a 150 metri Rosata di 10 colpi ottenuta a 150 metri.

Ho inserito le rosate ottenute con la cartuccia ricaricata con la polvere Accurate N.2, e la palla da 250 grani della Target Bullet trafilata a .452", in quanto si è dimostrata la munizione più costante, per risultati di tiro e per dati al cronografo.

Con uno studio e una ricerca diversa per quanto attiene le polveri, il tipo di palla e il suo diametro di trafilatura, si potranno certamente ottenere risultati migliori; quelli ottenuti li ritengo comunque di tutto rispetto per un'arma non specificatamente dedicata al tiro di precisione.

La tacca di mira ed il mirino montati sul fucile non sono certo ideali per tale scopo. A 100 e a 150 metri il mirino copre completamente il barilotto nero ed è veramente difficile collimare sempre allo stesso punto.

Gli organi di mira si sono dimostrati però più che soddisfacenti per il tiro di puro rilassamento (il classico "pliking" o caccia al barattolo); sono ritornato ragazzino e mi sono divertito come non mai a far saltare barattoli di tutti i tipi, come fossero famosi fuorilegge ed io uno sceriffo indomito, come quelli interpretati dal grande "Duke" (John Wayne) con il suo inseparabile Winchester mod. 92.

Le foto dell'arma sono state realizzate con l'impareggiabile aiuto di Gianni D'AFFARA, vero maestro-artista della fotografia, che da molti anni collabora con tutte le più famose aziende del settore coltelleria di Maniago (PN) per la creazione dei loro cataloghi. Gianni ha al suo attivo anche molte pubblicazioni di foto artistiche, con incantevoli sfondi di particolari "location" della bella terra friulana.

 
Per concludere
 

La crescita entusiasmante che sta avendo anche in Italia il tiro western si avvantaggerà senz'altro di questa bella realizzazione, che per lavorazione e qualità non ha nulla da invidiare all'originale. Ho avuto modo di esaminare un originale mod. 92 nella versione non "Take Down", e devo dire onestamente che la copia è, se possibile, più bella e curata. Se non altro ha materiali più moderni e lavorazioni con le tolleranze date dagli innovativi macchinari a controllo numerico; credo che questo sia certamente un punto a favore.

In Italia troverà senza dubbio seguito tra i tiratori del Cow-boy Action Shooting, sempre più numerosi ma esigenti in fatto di realizzazioni.

A questo proposito anticipo ai lettori la nascita di una nuova associazione, aperta a tutti gli appassionati di tale disciplina; si chiamerà "Old West Shooting Society" e sullo stile della grande associazione americana "Single Action Shoting Society", organizzerà gare di Cow-boy action shooting.

L'Old West Shooting Society nasce per preservare e promuovere lo sport del Cow-boy Action Shooting, sport multifacciale, amatoriale in cui i contendenti gareggiano con armi tipiche del periodo del Vecchio West: revolvers a singola azione, fucili o carabine a leva, fucili giustapposti, fucili a pompa anteriori al 1899. Le gare di C.A.S. sono tutte ambientate e caratterizzate dall' "Old Style". E' stato messo a punto anche un vero è proprio regolamento per uniformare gare, armi e modalità.

Sono certo quindi che questa arma, come altre che vedranno la luce sia in casa Chiappa-Armi Sport che in altre aziende troveranno sempre ampi consensi fra i numerosi tiratori che frequenteranno poligoni e campi di tiro.

 
Scheda tecnica dell'arma
 
Costruttore:

"Armi Sport - Armi Chiappa" di Chiappa Silvia & C. snc

Via Milano, 2 - 25020 Azzano Mella (BS)

www.armichiappa.com

tipo arma: fucile a ripetizione manuale a leva
modello: 1892 Take Down
calibro: .45 Colt (disponibile anche in cal. 44/40 WCF, .38 Sp/.357 Mag.)
canna:

ottagonale da 24" pollici (609 mm.)

(disponibile anche con canna da 20",ottagonale, e da 20" tonda, vers. carabina)

rigature: 6 rigature con passo costante di 406 mm. (1/16 pollici) per il .45 Colt
sistema percussione: indiretto a mezzo cane esterno su percussore flottante
scatto: ad azione singola
alimentazione: serbatoio contenente 12 cartucce
estrattore: ad unghia solidale all'otturatore
mire:

tacca di mira tipo "carbine rear sigth" e mirino di tipo "sharps blade"

(saranno disponibili anche altre tacche di mira e mirini, stile Winchester)

lunghezza totale: 1060 millimetri (ingombro di 609 millimetri quando smontato)
materiali: acciaio C40 e C38 NiCrMo4
finiture: tartarugatura (castello, leva comando, cane, grilletto, calciolo e puntalino dell'astina) brunitura nera lucida per canna, serbatoio, otturatore, viti e minuterie
calcio e astina: in noce lucidati ad olio
prezzo indicativo al pubblico: 1.100,00 euro nella versione Take Down e 930,00 euro per la versione normale (più che onesto il prezzo in rapporto alla qualità)
numero di catalogo: 14754
 
 
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