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IL “BRANCO SELVAGGIO”
 
 
 
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Se, verso la fine del 1800, un allevatore della regione delle Montagne Rocciose si affacciava sulla porta di casa e vedeva che durante la notte una mano vi aveva scritto tre cifre, sapeva di essere un condannato a morte in attesa dell‘esecuzione della sentenza.

 
            Le tre cifre erano “3 - 7 - 77” ed indicavano le dimensioni di una bara espresse in piedi e in pollici. Le “cifre della morte” erano la firma del “Branco Selvaggio”, la più terribile banda di assaltatori di treni che abbia mai terrorizzato il Far West e venivano scritte sulla porta delle abitazioni delle persone che, a giudizio dei fuorilegge, facevano da informatori alla polizia.


            I banditi erano conosciuti anche come la “Banda del Buco nel Muro”, dal nome del luogo dove si radunavano. Una valle stretta ed impervia, piena di caverne e di ingressi segreti, nello Wyoming. Il capo riconosciuto era Butch Cassidy, che aveva cominciato a rubare bestiame all’età in cui i ragazzi vanno a scuola: a quindici anni commise il suo primo assalto ad un treno, ed era famoso nel mondo dei fuorilegge prima di averne compiuti venti.

  Tuttavia, a differenza di altri membri della banda, Cassidy non mancava di sensibilità e rivelava a volte una profonda gentilezza d’animo e un commovente e leale affetto per gli amici.
La “tigre” del Branco Selvaggio era invece “Kid Curry”, un assassino spietato e vendicativo, al quale vengono attribuiti quasi tutti gli omicidi commessi dalla banda. Il vero nome di “Kid Curry” era Harvey Logan, e nella banda fungeva da luogotenente di Cassidy.

            Altri membri del “Branco Selvaggio” erano Harry Longabaugh, conosciuto anche con il nome di “Sundance Kid” per aver trascorso qualche anno nel penitenziario di Sundance nello Wyoming: Ben Kilpatrick, il “Texano Alto” e George Curry, soprannominato “Naso Piatto” Gorge.

Foto di gruppo per il “Branco Selvaggio”

in piedi da sinistra: Gorge Curry e Harvey Logan

seduti: Harry Longabaugh, Ben Kilpatrick e Butch Cassidy

 

            Il primo assalto ad un treno venne compiuto dalla banda presso Wilcox, nello Wyoming, il 2 giugno 1899, secondo una tecnica che sarebbe divenuta il loro “marchio di fabbrica”: i banditi costrinsero i ferrovieri a staccare il vagone postale e a condurlo ad una certa distanza dal treno, dove lo fecero saltare con la dinamite.

 

Il vagone postale della “Great Northern” assalito e fatto saltare dal “Branco Selvaggio” il 2 giugno 1899.


            Da quel momento la storia del “Branco Selvaggio” è tutto un racconto di aggressioni alle banche e ai treni, di fughe travolgenti fino al “Buco nel Muro”, di disperate sparatorie con gli uomini della legge, specie con gli uomini della famosa agenzia Pinkerton.

            Alcuni “colpi” furono per l’epoca veramente clamorosi: 60.000 dollari alla banca di Montpellier nell’Idaho, 65.000 dollari dal treno della “Great Northern” diretto a Wagner nel Montana. Altre volte il bottino fu ridicolmente esiguo: dall’aggressione ad un treno della “Union Pacific” il “Branco Selvaggio” ricavò appena 50 dollari.

             Ma la legge serrava da presso la banda del “Buco nel Muro”. Butch Cassidy era molto preoccupato e ad un certo punto decise di sciogliere il “Branco Selvaggio”, e di cambiare aria: lui e Longabaugh se ne andarono nell’America del Sud, da prima in Argentina ed in seguito in Bolivia.

            Appena in tempo: la trappola stava per scattare. A Nashville, nel Tennessee, uno dei membri della banda andò per cambiare una banconota rubata, venne riconosciuto e dovette fuggire facendosi strada a colpi di pistola. Non andò lontano: a Sant’Antonio nel Texas cadde crivellato dai colpi dello sceriffo e dei suoi agenti.

             Il “Texano Alto” assalì un treno e venne ucciso da un colpo di fucile sparato da un agente postale. “Naso Piatto” George tentò di resistere alla polizia che voleva arrestarlo e fu ferito a morte.
Harvey Logan, “Kid Curry”, fu costretto a fuggire dopo il fallimento di una aggressione nel Colorado. Ferito, fuggì cercando rifugio nelle montagne. Quando comprese di essere ormai circondato, si uccise con un colpo di pistola. Era la fine del “Branco Selvaggio” negli Stati Uniti.   Nel frattempo, però, Cassidy e Longabaugh avevano importato con successo la loro tecnica di aggressione ai treni nel Sud America. Ma la fine venne anche per loro, nel 1909. Avevano appena assalito una carovana di muli che portava i salari agli operai delle miniere di Aramayo nella Bolivia meridionale. Durante la fuga, a San Vincente, incontrarono un gruppo di soldati e di poliziotti e poiché nessuno li riconobbe si fermarono a mangiare con loro.

            Mentre i due banditi sonnecchiavano in una capanna, un ufficiale boliviano però incuriosito dai muli che i due avevano con loro, si avvicino alle bestie riconoscendo i muli della compagnia mineraria e diede l’allarme.

La capanna venne circondata. L’ufficiale intimò la resa ai banditi, ma cadde immediatamente fulminato da un colpo di Cassidy. I due erano circondati, senza speranza. Longabaugh, “Sundance Kid”, decise ugualmente di tentare una sortita: uscì sparando all’impazzata con due pistole in tutte le direzioni, coperto dal fuoco di Cassidy. Cadde però solo dopo pochi passi, colpito a morte. Sotto il fischiare dei proiettili, Butch si precipitò fuori, raccolse il compagno e lo trascinò nella capanna, venendo comunque a sua volta colpito e ferito.

Poco più tardi i soldati boliviani udirono due colpi isolati di pistola. Con un doppio suicidio si era conclusa la disperata avventura del “Branco Selvaggio”.

 

 

 

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